Dal 2011 porto pennepersonalizzate.org in prima pagina su Google.
Quindici anni di alti e bassi. Aggiornamenti dell’algoritmo che ti fanno sparire in una notte. Pagine che risalgono dopo mesi di lavoro. Errori che ho pagato caro.
Pensavo di aver visto tutto.
Poi un cliente mi ha detto: “Ti ho trovato chiedendo a ChatGPT”.
Non su Google. A ChatGPT.
Lì ho capito che il gioco stava cambiando di nuovo.
Cosa sta succedendo
Fino a ieri, chi cercava un professionista scriveva su Google e sceglieva tra dieci risultati.
Oggi sempre più persone fanno una domanda a un assistente AI, come ChatGPT, Gemini o Perplexity, e ricevono una risposta sola. Già pronta. Con due o tre nomi dentro.
Se il tuo nome non c’è, per quella persona non esisti.
SEO e GEO: qual è la differenza?
La SEO (ottimizzazione per i motori di ricerca) serve a comparire tra i risultati di Google.
La GEO (Generative Engine Optimization, ottimizzazione per i motori generativi) serve a essere citato e consigliato dalle intelligenze artificiali quando rispondono a una domanda.
Una non sostituisce l’altra. Molte AI leggono proprio i siti che Google considera affidabili. Quindi la base resta la stessa: un sito chiaro, utile e credibile.
Cambia l’obiettivo. Non basta più essere trovati. Bisogna essere scelti come risposta.
Un esempio concreto
Immagina che qualcuno scriva a un assistente AI:
“Mi consigli un commercialista a Bologna che segue i liberi professionisti appena partiti con la partita IVA?”
L’AI non mostra una lista di link. Scrive una risposta e, se trova fonti chiare, fa dei nomi.
La domanda è: perché dovrebbe fare il tuo?
Cosa guarda un’AI prima di consigliarti
Nessuno conosce le regole esatte. Ma dopo quindici anni passati a guardare cosa premia Google, e a vedere come rispondono le AI, alcune cose sono evidenti.
1. Scrivi come parli, non come un elenco di parole chiave
Le AI capiscono il linguaggio naturale. Un testo infarcito di parole chiave le confonde, come confonde le persone.
Meglio così:
“Hai appena aperto la partita IVA e non sai quali scadenze ti aspettano? Ti seguo dal primo anno, con un calendario chiaro e una sola persona di riferimento.”
Che così:
“Commercialista Bologna partita IVA forfettario professionisti consulenza fiscale.”
2. Rispondi alle domande vere dei tuoi clienti
Le AI rispondono a domande. Se il tuo sito contiene le risposte, hai più probabilità di essere usato come fonte.
Prendi le domande che ti fanno al telefono o in studio e rispondi sul sito, una per una, in modo diretto. Una sezione di domande frequenti ben fatta vale più di dieci pagine di presentazione.
3. Dimostra che sai di cosa parli
Google la chiama E-E-A-T: esperienza, competenza, autorevolezza, affidabilità. È il criterio con cui valuta la qualità di un contenuto, e le AI ragionano in modo simile.
In pratica:
- Esperienza: racconta cose che hai fatto davvero. “Ho seguito più di cento aperture di partita IVA” vale più di “siamo esperti”.
- Competenza: mostra titoli, specializzazioni, aggiornamenti.
- Autorevolezza: fatti citare da altri. Un’intervista su un giornale locale, un intervento a un evento, un articolo su un sito di settore.
- Affidabilità: recensioni vere, foto vere, un indirizzo, un telefono, chi c’è dietro.
4. Dai alle AI informazioni ordinate
Le AI leggono anche i dati strutturati, cioè informazioni nascoste nel codice del sito che dicono in modo preciso chi sei, cosa fai, dove sei, quando sei aperto, cosa dicono i clienti.
Non devi saperli scrivere tu. Devi solo sapere che esistono e chiedere a chi gestisce il tuo sito di inserirli.
5. Sii coerente ovunque
Le AI incrociano le fonti. Se sul sito c’è un indirizzo, su Google un altro e su Facebook un nome diverso, la tua credibilità scende.
Stesso nome, stessi servizi, stesse informazioni: sito, scheda Google, social, elenchi di settore.
6. Tieni il sito vivo
Un sito fermo da tre anni dice una cosa sola: nessuno se ne occupa.
Non serve pubblicare ogni giorno. Serve aggiornare quando qualcosa cambia e aggiungere, ogni tanto, una risposta utile a una domanda nuova.
L’errore che vedo più spesso
Cercare il trucco.
Quindici anni fa si cercava il trucco per Google. Oggi si cerca il trucco per ChatGPT.
Ma il trucco non c’è. Ci sono delle domande a cui rispondere con chiarezza, prima di tutto per te stesso:
- Chi è il cliente che voglio raggiungere?
- Cosa offro, esattamente?
- Perché dovrebbe scegliere me?
Se non hai queste risposte, nessuna AI potrà darle al posto tuo. Se le hai, tutto il resto diventa più semplice: i testi, il sito, i social, e anche essere consigliato.
È da queste domande che parte il Metodo Frank: prima si mette ordine nelle idee, poi si costruisce la presenza online.
In sintesi
Google ti mette in una lista. Un’AI ti mette in una frase.
Per entrare in quella frase non serve parlare come un robot. Serve fare quello che le persone apprezzano da sempre: rispondere bene, dire la verità, essere riconoscibili.
Chi spiega meglio, viene consigliato di più.
Domande frequenti
Cos’è la GEO?
La GEO (Generative Engine Optimization) è l’insieme di accorgimenti che aumentano le probabilità che un’intelligenza artificiale, come ChatGPT o Gemini, citi o consigli la tua attività quando risponde alla domanda di un utente.
La GEO sostituisce la SEO?
No. Molte intelligenze artificiali usano come fonti i siti che i motori di ricerca considerano affidabili. Un buon lavoro SEO resta la base anche per essere consigliati dalle AI.
Posso pagare per essere consigliato da ChatGPT?
Le risposte degli assistenti AI si basano sulle fonti che trovano. Il modo più solido per comparire è avere un sito chiaro e credibile, informazioni coerenti online e una buona reputazione.
Quanto tempo serve per essere citato dalle AI?
Dipende dal settore, dalla concorrenza e da quanto è già conosciuta la tua attività online. Come per Google, è un lavoro che dà risultati nel tempo, non in pochi giorni.
Da dove conviene iniziare?
Dalle domande che i tuoi clienti ti fanno più spesso. Rispondi sul tuo sito in modo chiaro e diretto: è utile alle persone, a Google e alle intelligenze artificiali.
Francesco De Leo
Marketing e comunicazione. Dal 2011 porto pennepersonalizzate.org in prima pagina su Google. Ho ideato il Metodo Frank per aiutare piccoli imprenditori e liberi professionisti a farsi trovare e scegliere online.
Vuoi farti trovare e scegliere online?
Con il Metodo Frank metti ordine nelle idee: chi vuoi raggiungere, cosa ti rende diverso, cosa dire e in che ordine. Poi la tua presenza online prende forma, guidata passo passo.


